Sta per ricominciare la scuola, con migliaia di studenti che si preparano in vista del nuovo anno scolastico e qualche novità che li attenderà al ritorno dalle vacanze. Saranno infatti introdotte da questo e dal prossimo anno alcune novità frutto del "lavoro" della neo-ministro dell' "Istruzione" Mariastella Gelmini. Dal voto in condotta, al grembiule per le scuole elementari fino ad arrivare al tanto discusso "maestro unico": saranno queste le principali novità che dovrebbero far invertire la rotta della nostra istruzione, da anni una tra le più carenti non solo in Europa, ma all'interno di tutto il mondo "scolasticizzato". Un po' poco si dirà, qundi, per far cambiare una situazione cosi' grave, e a buon diritto. Effettivamente questi provvedimenti sanno più che altro di strategie per risparmiare soldi alle casso delle Stato, sempre più deficitarie. Prendiamo d'esempio il provvedimento del maestro unico alle scuole elementari. A che dovrebbe servire se non a risparmiare un terzo degli stipendi dei professori, riducendo i già miseri posti di lavoro per il ruolo di insegnante? Mi dicono che serva a migliorare il servizio scolastico, ad aumentare le paghe, oppure a creare figure sociali importanti e di riferimento per la futura società.
Ebbene, sono balle, tutte balle. E vi spiego il perché. Il servizio scolastico è andato a picco da sessant'anni a questa parte, con un'accellerazione vertiginosa negli ultimi 20 anni. Ciò qundi potrebbe far presumere che il sistema passato, ossia quello col "maestro unico", abbia prodotto più frutti di quello con più insegnanti. Ed è vero, ma vanno analizzati una serie di fattori non secondari. Il sistema con un solo insegnante vigeva tanti anni fa, in cui la società era diversa, il mondo adulto e quello giovane era totalmente differente da quello attuale. Il maestro ricopriva un ruolo molto autoritario, e godeva pertanto di rispetto e timore da parte degli studenti. Ora ciò è ipotizzabile? Una risposta non serve nemmeno, ci si arriva tutti a capire che è una situazione del tutto diversa. Inoltre la classe dei docenti era totalmente diversa da quella attuale, problemi di negligenza, di professoresse che si spogliano in classe, professori che si rollano la canna assieme agli studenti non esistevano. Ora esistono. Detto ciò cosa è ipotizzabile che accada con la reintroduzione del maestro unico? Che il servizio scolastico vari, e di molto, da scuola a scuola, a seconda dell'insegnante. Poniamo un esempio che chiarifichi meglio quanto detto precedentemente: c'è una classe che prima aveva tre insegnanti, di cui due bravi ed uno nullafacente(caso frequentissimo). Prima cosa accadeva? che l'alunno riceveva un'istruzione adeguata in 2 classi di materie su 3. Ora cosa accadrà? Dipende dall'insegnante: se come unico insegnante verrà eletto uno dei due bravi il ragazzo riceverà una buona istruzione, se verrà eletto l'insegnante negligente lo studente riceverà un'istruzione catastrofica. E visto il trend degli insegnanti degli ultimi anni c'è di cosa preoccuparsi, e non poco. Ecco quindi perché questo nuovo sistema è più che altro una buffonata approvata da molti che si fanno ingannare dal sogno chiamato "passato". Per non parlare poi della difficoltà per un giovane di diventare maestro, che si vedrà sopraffare da insegnanti più anziani e più accreditati. Insomma, siamo di nuovo di fronte alla solita porcata, fatta per riempire pagine di giornali schermate televisive con la propria lurida faccia, sperando di ottenere buttando un po' di fumo sugli occhi degli italiani, un'altra carica governativa(=altri soldi). Non è che mi aspettassi tanto da una donna che è emigrata da Brescia a Reggio Calabria per ottenere la laurea(e Reggio Calabria è il posto in cui è più facile laurearsi...sarà un caso?), ma da voi italiani qualcosa di più durante le votazioni me lo sarei aspettato. Chissà, forse tutta st'ignoranza degli studenti comincia a farsi sentire per davvero...
giovedì 11 settembre 2008
NESSUNA ISTRUZIONE, NESSUN FUTURO
lunedì 1 settembre 2008
DIRETTAMENTE PROPORZIONALE!
Eccoci tornati!
Finalmente possiamo dire di essere tornati al posto di comando di questo blog e siamo pronti a sparare nuove bombe contro nemici e falsi promettitori di vane speranze verso chi è onesto.
Oggi, per cominciare, voglio raccontare una cosa che mi ha colpito durante le vacanze passate a Riccione. Racconterò quanto sia stato direttamente proporzionale l’innalzamento dei costi del cibo tanto proclamato dai giornali con la trippa messa su dagli italiani. Infatti, più mi guardavo attorno e più mi rendevo conto di quanto la gente sia “poco in forma” mentre facevo quattro risate leggendo sui giornali che il costo della pasta saliva notevolmente. Qui entra in gioco la proporzionalità diretta: al raddoppiare dell’uno (il cibo), raddoppia anche l’altro (la panza). Ma una domanda mi sorge: se il costo del cibo sale così tanto, questa gente come avrà fatto ad ingrassare notevolmente?
Sedentarietà, lavoro, uscite con gli amici, abbuffate, shopping, bella vita…e un po’ di tempo per mantenersi il proprio fisico in forma dove lo si mette? In Cina la globalizzazione sta facendo il suo effetto, la percentuale di persone grasse è aumentata, e allora il governo ha messo in atto un piano dove la costruzione di strutture sportive la fanno da padrone fino al punto che i cinesi si sono riversati quasi in massa nelle piscine e nelle altre strutture messe a disposizione.
Ora il mio messaggio non vuole essere “Viva l’anoressia”, anzi. Quello che voglio far trasparire però è che qui la globalizzazione, a mio parere, sta trasportando la gente a fare cose inutili e nocive e tralasciare il vero gusto della vita. Le grandi città si sono trasformate in centri commerciali, tanto che la gente che abita in cittadine o paesi si reca in queste per il solo ed esclusivo gusto di fare compere. I discorsi tra le madri e i padri di famiglia sono, però, solo ed esclusivamente atte a trovare un modo migliore per vivere e ci si rimbambisce davanti alla tv a vedere qualche VIP, trasportandoci in una realtà fantastica. Si vogliono imitare quelli che stanno dentro a quella scatola e ci si dimentica anche delle piccole cose che ci fanno vivere veramente bene.
Se la natura ci ha donato anche la pancia, non ci ha obbligato tuttavia a coltivarla.
venerdì 4 luglio 2008
FU UN MASSACRO!
“ALLA DIAZ E’ STATO UN MASSACRO!”
Questo ha detto il pm Francesco Cardona Albini, all’inizio della requisitoria nel processo che si tiene nell’aula bunker del tribunale. Il pm si riferiva alla repressione scoppiata dopo l’irruzione della polizia alla scuola Diaz durante il G8 a Genova.
Sono passati ormai 7 anni e i casini rimangono. La cosa più semplice da dire, ma che ormai non serve più a nulla, è una: i G8 vanno vietati per sempre!
Mi sono sempre dichiarato contro queste formazioni inutili e becere, queste congregazioni non coinvolgono e non danno alcun diritto e aiuto ai paesi sottosviluppati anzi il menefreghismo nei confronti di codesti paesi è stremante. La gente è solo capace di sfruttare e la collaborazione non esiste, anche se la cosa che fa più ridere è vedere l’Italia tra i paesi più industrializzati del mondo.
I fatti capitati al G8 di Genova sono da vedere sotto troppe ottiche diverse, da quello che ho potuto constatare io la colpa è da dare per metà alla polizia, i capi che se ne stanno a dirigere le azioni in ufficio, si intende!, e alcuni manifestanti che hanno osato fin troppo. Nel momento in cui si devasta un’occupazione e gli occupanti senza alcun motivo è evidente che la colpa è dei devastatori, ma se poi spostiamo gli occhi sull’ omicidio di Carlo Giuliani le carte in tavola cambiano. Se ne possono dire di tutti i colori, ma solo le macchine sanno mantenere il sangue freddo. Quando uno mi arriva sotto la camionetta con un estintore l’unica cosa è difenderti. In quei casi che fai? Dici di non ucciderti? Di stare calmo perché sta per buttare l’arma e si consegnerà ai black block? Ragioniamo un po’, gente!
Pensare che il prossimo G8 sarà fatto alla Maddalena mi viene da rabbrividire…
martedì 1 luglio 2008
DOVE ANDIAMO A TROVARE I SACRIFICI?
Scusateci il ritardo, ma il sottoscritto ha avuto problemi persistenti con la linea telefonica e il collega è stato impegnato.
Ora siamo di nuovo qui, sono successe tante cose nel mondo. Troppe, rabbrividisco nel vedere che il partito del buon governo (???) sappia solo parlare, passare ai fatti quando fa comodo e niente più.
La crisi sta arrivando, l’inflazione raggiunge picchi alti e l’Italia è da anni che è stazionaria. I prezzi salgono e gli stipendi rimangono congelati. Mi vorrei correggere, quindi ripeto: i prezzi salgono e gli stipendi dei lavoratori onesti rimangono congelati, mentre il portafoglio di chi si crede furbo si riempie. (chi ha orecchio intenda)
Mentre nulla cambia, nel paese dei balocchi per gli albanesi e gente varia e nel paese delle parole inutili per me, il Sior Presidente Napolitano si dice convinto in una ricrescita dell’Italia se gli italiani faranno dei sacrifici.
Questo è un commento spontaneo, perché vorrei sapere quanti parlamentari, quanti ministri, sottosegretari, vice dei vice, amici, amici degli amici, presidente del consiglio, porta voci, opposizioni, Presidente della Repubblica si degneranno di farli questi sacrifici.
E’ davvero comoda chiedere sacrifici se non si fanno, quando non si suda ogni giorno in fabbrica o in ufficio. Chi tira avanti il paese?
Pensate che ora il NOSTRO Sior Presidente si è anche schierato a favore della legge blocca-processi fatta dal governo.
Qui sotto vedrete che gran bene che farà questa legge, e il fatto che tutto il casino che ci fu con l’indulto e che ora non c’è non mi meraviglia gran che.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.
Aborto clandestino
Bancarotta fraudolenta
Sfruttamento della prostituzione
Frodi fiscali
Usura
Violenza privata
Falsificazione di documenti pubblici
Detenzione di documenti falsi validi per l’espatrio
Corruzione
Corruzione in atti giudiziari
Abuso d’ufficio
Peculato
Rivelazione di segreto d’ufficio
Intercettazioni illecite
Reati informatici
Ricettazione
Vendita di prodotti con marchi contraffatti
Vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore
Detenzione di materiale pedo-pornografico
Porto e detenzione abusiva di armi anche clandestine
Immigrazione clandestina ( art.12 c.1 l. 286\1998)
Calunnia ( 368 c.p.)
Omicidio colposo per colpa medica
Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
Truffa comunitaria
Maltrattamenti in famiglia
Incendio e incendio boschivo
Molestie
Traffico di rifiuti
Adulterazione di sostanze alimentari
Somministrazione di medicinali pericolosi
Circonvenzione di incapaci
venerdì 20 giugno 2008
VERI DEBITI?

L'argomento che voglio affrontare è sicuramente molto scottante, specie per noi studenti. E' stato l'incubo per migliaia di ragazzi e famiglie e ora, alle porte dell'estate, si è giunti alla resa dei conti. Parlo ovviamente della questione dei "debiti" formativi. Premetto che colui che scrive è uno dei tanti studenti delle scuole superiori, che non ha riscontrato debiti durante l'ultimo anno scolastico. Tale precisazione mi sembra d'obbligo per garantire alle parole che seguiranno la massima credibilità agli occhi di chi legge. Potrebbero infatti sembrare frutto della "vendetta" e del "rimpianto". Non è cosi'.
Prima di dare dei giudizi personali e lanciare accuse vorrei riepilogare molto brevemente la situazione: il 3 ottobre 2007 il ministro Giuseppe Fioroni ha reintrodotto il vecchio sistema degli "esami di riparazione", abrogando il decreto dell'8 agosto 1995 che ammorbidiva la gravosità del debito formativo. Con la legge Fioroni quindi l'insufficienza è ritornata ad essere un incubo per lo studente: infatti anche con una sola insufficienza, se non recuperata entro settembre, uno studente deve essere bocciato.
Ovviamente, ma era prevedibile, il malcontento ha cominciato a girare copioso tra gli studenti. Ci sono stati "scioperi", manifestazioni in piazza, ma non è cambiato praticamente nulla dal punto di vista legislativo. Nemmeno con la neo-ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.
La critica che intendo muovere contro questo sistema non riguarda però solo la questione del debito, ma un po' tutto il sistema valutativo dell'istruzione italiana. Un sistema che, confrontato con altri, mi è sembrato esageratamente limitato. A partire dai programmi, a mio parere troppo infarciti di nozioni, talvolta futili o affrontate troppo sommariamente per essere apprese. Ma non è questo l'argomento clou di questo post. Infatti il problema più preoccupante è secondo me quello valutativo, che rischia di aggravare la già deficitaria qualità della nostra scuola. Prendiamo d'esempio un caso molto comune, credo, all'interno degli istituti superiori italiani: c'è uno studente, più che sufficiente in tutte le materie, ma con un debito. Con quel debito, come già detto, rischia di essere bocciato. E magari, come spesso accade, quel debito riguarda una materia che non piace o che non interessa, e che di conseguenza viene appresa con più fatica. Bene, uno potrebbe dire: "beh, poteva scegliere un'altra scuola". Ma vi pare giusto che uno che va al Liceo classico, che ama le materie umanistiche, le studia con ottimi risultati, debba essere bocciato per un debito in matematica(una delle materie più "odiate")?. Che scuola avrebbe dovuto scegliere questo tizio, un istituto professionale, dove la matematica è a livelli più bassi? Se si, con questo sistema non si rischia di perdere per strada per futili congetture grandi menti? Insomma, per farla breve, a me non me ne frega niente che uno studioso in lettere conosca bene le equazioni. Sbaglio?
E poi c'è da pensare a quanta differenza ci sia tra un 5 ed un 6, specie in matematica. Spesso ci si prende il debito con un 5,5 di media. Insomma, sarebbe bastato che in un compito uno avesse fatto due calcoli in più giusti e si sarebbe tranquillamente salvato. Le differenze tra un rimandato ed un promosso sul filo del rasoio sono quindi esageratamente minime. Ed è giusto che per un'inezia, un mezzo voto, uno rischi di perdere anni? Secondo me no, e per voi?
sabato 17 maggio 2008
È INIZIATA, È INIZIATA...
Confermo anche io, una nuova era è iniziata.
Ricapitolando un po' arriviamo a ricordare queste cose: nei due anni del governo Prodi l'opposizione si dannava a ripetere che “nulla si fa con la sinistra” e che stavano lavorando per l'unico obbiettivo di fare cadere il governo. Per due anni ci siamo sorbiti le assurdità di Berlusconi, il quale non si fermava mai ogni giorno di dire che avrebbe fatto cadere il governo e l'Italia sarebbe di nuovo andata alle urne. Poi Mastella tradisce e il governo di Prodi cade.Si torna alle urne, assistiamo ad una campagna elettorale dove salta fuori la storia che i programmi dei due partiti maggiori sono uguali e vediamo che un partito gioca sulla STUPIDITÀ del cittadino. Fine della storiella, vediamo in parlamento: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Partito Democratico, Italia dei Valori e Udc. (ho citato i più importanti, i minori non capisco nemmeno che cosa ci stiano a fare)
Adesso, però, parte il bello! Che cosa succede in questo frangente? Berlusconi giura fedeltà (:)) alla repubblica con i suoi ministri al seguito e va alla Camera e in Senato per la fiducia. Qui la prende, e inaspettatamente – forse no – scatta il colpo di fulmine fra Pd e “Pdl”. Berlusconi che applaude il scorso i discorsi di Veltroni e Veltroni dice che è normale vedere queste cose.
Eh si che è normale, tanto siamo abituati. Caro Veltroni, non mi dire queste cose...cosa bolle in pentola? Berlusconi ha tirato un po' troppa coca che gli ha dato alla testa?
Questa, ovviamente, è ironia, ma in questo paese è bene fidarsi di nessuno. Quindi le domande sono tante e spontanee. Il contraddittorio è scattato e devo dire che se su principi così grossi si cambia idea da un mese all'altro l'incoerenza è molta in quelle persone. In aula c'è stato Di Pietro a restare fermo sulle sue posizioni e quando parlava delle magagne giudiziarie di Berlusconi gli urli, anche se non capisco perchè venivano dalla destra dell'onorevole e quindi dall'emiciclo sinistro dove risiede il Pd, l'hanno fatta da padrona e il più incoerente di tutti, nonché Fini, si è pure permesso di giustificarle.
Io lo dico francamente a tutti voi lettori senza paura delle conseguenze. Le prove delle misfatte di tutti i politici le abbiamo sotto gli occhi, ma c'è un'altra domanda che non è ancora stata colmata...con quale cavolo di coraggio siete andati alle urne quel 13-14 Aprile? Almeno un pizzico di senso civico, che gli altri paesi hanno, voi non lo avete?
martedì 13 maggio 2008
TRATTATO DI SCHENGEN VATTANE A...
Immaginate di abitare in una normale casa. Hai una figlia piccola che sta mangiando e tu sei in una stanza diversa dalla cucina. Tutt' un tratto entra una ragazza rom e tenta di fare chissà quale gesto; sta di fatto che prende la bimba e se ne va. Fortunatamente il nonno della bambina rapita la vede, e la blocca. Che fate? Mi sembra normale che il nervoso e la rabbia crescano, e non per razzismo o xenofobia, ma come naturale sfogo di cose mantenute per troppo tempo a tacere. A Napoli è successo, e leggete cosa si permette di dire l'avvocato della minorenne rapitrice: “Sul fatto che sia entrata in quella casa non c'è dubbio, ma vedremo dopo l'interrogatorio i dettagli di tutto il resto”.
Qua a me, sinceramente, viene da arrabbiarmi, e non poco. Ma che razza di dettagli bisognerebbe ancora chiarire? L'unica domanda in quell'interrogatorio dovrebbe essere stata: “ma tu come ti sei permessa di entrare in una proprietà privata e prendere una bambina?”.
Intanto a Napoli i cittadini passano ai fatti: sono iniziati i primi pestaggi e numerosi tentativi di bruciare i campi rom esistenti nella zona. E l'omertà di quella gente inizia anche a diventare un po' esagerata: secondo molti la “ragazza” diceva che voleva solo giocare con la bambina, mentre alla polizia non ha mai raccontato queste cose. Ha solo detto di appartenere ad uno dei tanti campi rom della zona. E dato che sa abbastanza bene l'italiano non mi sembra personalmente il caso di porre fantasiose attenuanti al fatto.
Non conosco molto i napoletani, tantomeno la situazione che c'è la, ma se quello che dicono è vero, c'è da aspettarsi tanto altro ancora. Ma mi sembra normale, la rabbia accumulata giorno dopo giorno perché nessuno dei nostri “padroni” fa qualcosa per controllare questa immigrazione selvaggia deve sfogarsi. E i cittadini vengono lasciati a se stessi, quel che è successo ne è la testimonianza. Quindi che fare per rimanere in un minimo di sicurezza?
Lascio la parola a voi, segnalandovi anche questo fatto: nella vicina Frattamaggiore i carabinieri inseguivano due ladri rom: una sparatoria e poi la fuga attraverso un campo nomadi favorita dal fatto che i romeni all'ingresso hanno bloccato i militari.
Che dire? Nulla, è evidente che certe situazioni parlino da se...
N.B: Vi segnalo il sondaggio a fianco, se non lo avete ancora votato fatelo
lunedì 5 maggio 2008
LA GIUSTIZIA DI PARI PASSO CON LA MENTALITÀ!
Il primo fatto a Verona, il secondo a Torino.
A Verona saprete con esattezza e non c'è nemmeno bisogna che ripeto quel che hanno fatto quei gran pezzi di m....
E' inutile anche chiedersi perchè, alla fine si scopre che erano gente normale...come tutti! Vedi questi in quelle foto segnaletiche, uno è uno studente, uno è metalmeccanico, l'altro è promotore di non so che cosa. Tutte facce apparentemente “normali”, poi una notte ti chiedono una sigaretta e tu non ce l'hai o comunque dici di no. Ti ritrovi per terra senza sensi, senza un perchè. Ti trasportano all'ospedale e mentre il mondo continua a viaggiare, il giorno dopo i medici dichiarano la tua morte. I moventi, dice il pm, non sono politici. La domanda è: può essere davvero plausibile la storia della sigaretta negata?
Sta il fatto che un ragazzo è morto, ora tanto sgomento e rabbia poi fra qualche giorno il nulla. Gli unici che davvero continueranno a soffrire saranno i famigliari e gli amici. E questi cinque ragazzi che fine faranno? Quanto rimarranno liberi e poi quanto staranno in galera?
Secondo fatto a Torino, un altro cog..one aggredisce un poliziotto perchè gli ha fatto la multa. Il poliziotto lo cerca di arrestare e chi viene in aiuto dell'aggressore? La folla che era in piazza...
Insulti del tipo: “sei una merda”, “merda”...ma davvero questa gente conosceva il poliziotto per permettersi di dire queste scempiaggini?
Scusate se azzardo, ma qui ci vuole davvero una bella passata di manganello tanto per rinfrescare la mente di certi esseri. Non si può arrivare fino a questo punto, ma le autorità di questo stato si sanno far valere?
E' arrivato davvero il momento, una volta per tutte, che si faccia capire, a chi non vuole capire, che in uno stato civile non si insulta e si prende a pugni un poliziotto per una multa. E' arrivato il momento di far capire che per una sigaretta, al di là dell'idea politica, non si uccide una persona. E' arrivato il momento di far capire che allo stadio ci si va per divertire, non per far chissà che cosa. Anche se adesso le aggressioni vengono fatte negli autogrill...
Però, adesso si capisce l'inutilità di questo stato. Non riescono a dimostrare un minimo di autorità, di importanza. E' normale che succedano ste cose...
Quando uno stato non esiste perchè in parlamento ci sono uomini che fanno gli affari del partito o i propri interessi invece di avere uomini che rappresentano i diritti e i doveri dei cittadini, tutto questo accade eccome. Quando il cittadino non crede più in uno stato, quando un cittadino non lo vede più come un pilastro del paese , si vede libero di fare ciò che vuole.
Il bel sogno di democrazia sta fallendo... è una dura e cruda verità!
N.B: Il sondaggio sulle sinistre nel mondo è ancora aperto e per chi volesse votare lo trova in fondo al blog.
lunedì 28 aprile 2008
LA MARMAGLIA STA CAPENDO!
Dal sito dell'ansa si legge questo:
Quasi 6 milioni gli elettori che sono stati chiamati alle urne ieri e oggi, per un totale di 6.566 sezioni. Ieri sera alle 22, al momento della chiusura, si era registrato un forte calo nell'affluenza: per le comunali aveva votato il 46,2% contro il 58,7% del primo turno, il 13 e il 14 aprile; per le provinciali aveva votato il 39,8% mentre al primo turno l'affluenza era stata del 56,5%.
Ebbene si, affluenza in forte calo...la gente starà capendo?
Questo non lo so, ma la cosa da è da far notare. I tg non ne faranno un problema, e invece io lo voglio alzare. E' da far notare a tutti, la percentuale di affluenza è scesa di molto e questo è un segno positivo. Significa che qualcosa si sta muovendo, che il malcontento si alza sempre più e UNA VOGLIA DI CAMBIAMENTO È RICHIESTA A GRAN VOCE. Questo devono capire i politicanti che siederanno nei consigli comunali, provinciali, regionali, ma soprattutto in Parlamento. Proprio oggi sono state fatte le iscrizioni ai futuri parlamentari di questa nuova legislatura. Questa iscrizione varrà migliaia e migliaia di euro che verranno presi da noi per pagare loro. I condannati e i rinviati a giudizio sono ben 70, i soldi nostri andranno a loro e a questo sistema fondato sull'inciucio e sulla partitocrazia.
Dalla loro parte non ci sarà voglia e volontà di cambiamento, dalla parte dei cittadini che sanno usare la propria testa ci sarà ECCOME.
Non vi tirate indietro, informiamoci su tutto quello che gravita attorno al mondo. Siamo o no menti che sanno pensare ed elaborare con la propria testa?
Spargiamo voce, confrontiamoci con gli amici, vicini di casa, al bar...ovunque ci sia vita. Ovunque ci siano cittadini che vengono quotidianamente presi per il sedere da una repubblichetta inesistente.
La frase categorica di oggi è: ABBIAMO UN CERVELLO, NON SIAMO ANALFABETI E NON SENTIAMO L'IRREFRENABILE BISOGNO DI DELEGARE IL NOSTRO PENSIERO A QUALCHE IRRESPONSABILE.
La nostra mente è sacra!
sabato 26 aprile 2008
L'IGNORANTE CHE VIENE DERISO...
Vi espongo in due punti cosa ne penso dopo quel che ho visto del V2-day:
1- Grillo mi ha deluso. Non per le proposte da firmare, ma per via di inesattezze che fanno lo stesso effetto che fa quell' informazione manipolata che tanto condanna.
L'ordine dei giornalisti fu creato da Mussolini come corporazione, non per tenere a bada i giornalisti da ciò che scrivevano e per dirgli quel che dovevano scrivere.
Questa società è un' oclocrazia, un passaggio della nostra Nazione che segnala il decadimento più totale rovina.
Grillo deve cominciare a dire la verità, altrimenti l'idea di paese veramente libero non si realizzerà MAI!
2- Ieri guardavo un servizio nel quale intervistavano un paio di persone che andavano in piazza a Torino per lo spettacolo. Ho capito una volta per tutte per quale motivo non si potrà cambiare per almeno altri 20 anni. La gente è confusa...
Alla domanda: “hai votato?”, loro rispondevano: “Si!. Allora il giornalista per prenderli di contro piede diceva: “ma lo sai che Grillo diceva di non votare?”. La risposta più significativa era di un ragazzo: “Beh, non c'è mica solo Grillo per noi...”.
Dopo questa frase si può capire tutto, c'è da fare solo 2+2.
Prima di tutto il pensiero che si ha per la nazione è svanito, e in secondo luogo l'ignoranza dilaga. L'ho già detto e per alcuni potrò sembrare ripetitivo, ma non lo smetterò mai di dire. In questo sistema il voto non è più un diritto, ma uno sporco giochino atto ad incrementare l'oligarchia e quell'oclocrazia che si è andata a formare in Italia.
Ma ci vogliamo svegliare?
Io non so, ditemelo voi. E' così tanto difficile capire che finchè si da corda a chi ci comanda finiremo solo più in basso?
E' da 60 anni che ci promettono e non mantengono mai nulla! Promettevano di portare libertà un tempo, promettono le più normali cose.
“Dobbiamo dare più soldi alla ricerca”, questo promettono. Ci vuole un genio a capire che se la ricerca non ha soldi e fondi non va avanti? E voi ebeti state pure a dirgli bravo perchè ha detto qualcosa...
La frase categorica di oggi è: SVEGLIATEVI UNA BUONA VOLTA!
venerdì 25 aprile 2008
IL VERO VOLTO DELLA RESISTENZA
Se la vita glielo avesse consentito, il piccolo Gianfranco Gianotto avrebbe oggi 76 anni. Magari avrebbe avuto dei piccoli nipoti a cui raccontare le memorie della guerra, di un passato scomparso. Forse, ma la vita gli è stata brutalmente strappata all’età di soli 13 anni, perché colpevole di essere figlio di un militante delle Brigate Nere di Chieri.
Ma Gianfranco Gianotto non fu l’unico né l’ultimo ad essere ucciso in prossimità della “liberazione”, di quel 25 aprile di cui ci si appresta a commemorare con sciagurata festività il 63° anniversario.
Mentre a Genova, Milano, Torino, Bologna e in altre città italiane si svolgono i festeggiamenti di una data che non è nazionale perché non rappresenta un momento di gioia ed unità di tutto il popolo italiano - anzi tutt’altro - è bene dare voce a chi non ha voce, guardare l’altra faccia della memoria: i vinti, le vittime, gli sconfitti. Tutti coloro che il 25 aprile lo subirono, non lo fecero. Si tratta di migliaia e migliaia di uomini, donne, vecchi, fanciulli cui, dal 25 aprile in poi, fu strappata la vita, proprio come al piccolo Gianfranco Gianotto, per la sola colpa di trovarsi dalla “parte sbagliata”, dalla parte dei vinti, in un vortice sempre più sanguinoso di resa dei conti.
La maggior parte colpevoli di essere fascisti o presunti tali, altri colpevoli solo di avere un fratello, un amante, un figlio, un padre o un parente qualsiasi arruolato nelle formazioni della Repubblica Sociale per patriottismo o necessità, colpevoli anche senza avere commesso un solo reato.
Il loro numero oscilla tra i 20 mila e i 50 mila scomparsi, torturati e uccisi a partire dal 25 aprile 1945, data che per i loro discendenti non potrà mai essere festa.
Loro sono stati cancellati, rimossi e dimenticati dalla storia, dai vincitori, dai “liberatori”. Spesso la memoria degli sconfitti nella guerra civile italiana è persino più pesante delle tragedie che la precedono:
"Quando ero piccola avevo un incubo notturno: vedevo papà senza testa, decapitato dai partigiani", "Mio fratello scomparve e il suo corpo non l’abbiamo mai ritrovato", "Sono la figlia di uno dei cento fucilati sulla sponda del Piave", "La mamma è stata uccisa perché aveva un figlio arruolato nella Repubblica Sociale", "Quei due giustiziati erano i miei nonni", "Del corpo di mio padre erano rimaste soltanto le mani: le bellissime mani di un poeta".
Questi sono stralci di storie dolenti, persone che di quelle vendette sono state vittime incolpevoli, travolte dagli orrori della resa dei conti quando erano ragazzi o bambini. Persone adesso lacerate dal lungo silenzio loro imposto dai vincitori, i “buoni”, i “liberatori”.
E’ a loro che, in occasione del 25 aprile, va il nostro pensiero, perché due volte vittime: dei partigiani e del silenzio. Questo, per capire cosa fu realmente il 25 aprile.
Non data che segnò l’inizio della liberazione, ma data che per loro segnò l’inizio della persecuzione. Non, dunque, data da festeggiare, ma da commemorare come una delle più grandi tragedie del nostro Paese.
Cosa fu, dunque, la Resistenza? Più la ricerca storiografica approfondisce lo studio di quegli anni, più la Resistenza cessa di essere un mito, e ci appare un crocevia problematico, carico di divisioni, di limiti, di progetti caduchi. Nel linguaggio storico Resistenza significa, per antonomasia, la ribellione di coloro che decidono di combattere per liberare i vari paesi europei occupati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
In Italia però la questione è più complessa, si può dire che gli eserciti invasori fossero due: gli anglo-americani al sud, i tedeschi al nord. I primi - nemici di ieri - divennero “amici”, i secondi - amici di ieri -divennero “nemici”.
Fu così che gli italiani si trovarono a fare due scelte differenti: o combattere al fianco degli ex alleati per riscattare l’onore nazionale tradito dall’armistizio e ricacciare l’americano invasore, o schierarsi contro i nuovi padroni calati dal nord. Chi fosse nel giusto e chi nel torto spetta alla storiografia valutarlo, sta di fatto che la scelta cui molti italiani furono volenti o nolenti sottoposti, determinò l’inizio della guerra civile, una guerra fratricida spietata che non risparmiò nessuno, basata su rappresaglie e contro-rappresaglie.
Essendo però una guerra civile ideologica, basata sullo scontro tra ideologie, per forza di cose il ruolo predominante all’interno della Resistenza fu assunto dal comunismo che intendeva instaurare in Italia una dittatura bolscevica sul modello di quella sovietica. La Resistenza arrivò così ad identificarsi col comunismo in lotta contro il “nazifascismo”, divenendo il suo braccio armato nel processo di conquista dello Stato (1943-1948). I comunisti armarono vere e proprie squadre terroristiche, fanatiche e risolute nella lotta: i GAP e le SAP. Queste squadre avevano il compito di attentare alle unità tedesche per poi fuggire nuovamente sui monti. Ciò provocava l’esposizione della popolazione inerme alla rappresaglia dei nazisti.
Col tempo, l’obiettivo della Resistenza, quindi del comunismo, non fu più solo quello di lottare contro le agonizzanti forze tedesche e la Repubblica Sociale. Essa si propose di realizzare in toto un cambiamento rivoluzionario della società per fare il passo all’instaurazione di una Repubblica sul modello sovietico, fondata quindi sull’ideale bolscevico.
Per questo furono create vere e proprie liste di proscrizione e organi epurativi per far fuori tutti i nemici interni da eliminare: partigiani anticomunisti, carabinieri, sacerdoti, poliziotti, finanzieri, insegnanti, dipendenti pubblici, artigiani, medio - borghesi e ovviamente fascisti.
Emblematica la vicenda del filosofo Giovanni Gentile, freddato nel marzo 1944 in procinto di entrare nella propria casa. La sua colpa fu solo quella di volere la riconciliazione di tutti gli italiani, contro ogni fanatismo estremistico.
O anche la vicenda del sacerdote don Luigi Lenzini, trucidato dopo sevizie e torture nel luglio ’45.
Questo volto della Resistenza, una Resistenza diversa da quella che siamo abituati a conoscere, si contrappone alla Resistenza buona, animata da nobili intenti e grandi ideali di libertà.
Nel marzo 1991, in seguito ad una segnalazione anonima, è stata scoperta a Campagnola (RE) una delle tante fosse comuni scavate dai partigiani e riempite con i resti di persone assassinate durante e dopo la fine della guerra. Proprio l’Italia del Nord fu il centro di vendette e omicidi anche dopo la fine della guerra. Gruppi come “Giustizia Proletaria” o la “Volante rossa” continuarono per alcuni anni ancora a mietere vittime, persone uccise per l’infame odio di classe.
Questo è il volto della Resistenza che voglio ricordare in occasione del 25 aprile, una festa che per molti non lo è stata o non lo è. E’ giusto che tutti possano conoscere anche questo aspetto della Resistenza, al di la dei miti e della retorica ideologica. Bisogna rammentare quello che fu un periodo storico non lontano del nostro Paese, le cui code polemiche si mantengono vive al giorno d’oggi. E’ recente la data in cui il noto giornalista Giampaolo Pansa pubblicò “Il Sangue dei vinti” ed altri libri dedicati alla storia taciuta degli sconfitti del 25 aprile, libri che hanno alzato un alone di violenta polemica. E’ di questi giorni la dichiarazione di Gustavo Selva, senatore uscente del Pdl, che ha proposto “l’abolizione della festa nazionale del 25 aprile”, infatti afferma Selva “per la retorica e i falsi che sono stati fatti, viene attribuito alla Resistenza e alla vittoria dei partigiani un merito che non c’è stato”.
Questo dimostra che, nonostante siano passati 63 anni da quei fatti, essi non sono poi così distanti da noi e si inseriscono a pieno nella vita culturale del nostro presente, così come condizioneranno il nostro futuro. L’importante è non dimenticare e fare i conti con il nostro passato perché questo non accada più.
Claudio Cantelmo
sabato 19 aprile 2008
SIAMO TUTTI ITALIANI!
Oggi, ma non solo, potrei parlarvi di questa questione di tutti i giorni dell'anno, vi voglio parlare di una questione stupida, strana e infame. Ah, aggiungo anche razzista!
Come è normalissimo essere, l' Italia è piena di “rivalità” tra paesi, province, città...
Ma l' Italia si distingue anche per il suo RAZZISMO SCHIFOSO tra abitanti del Nord Italia e abitanti del Sud Italia, i cosìddetti “terroni” e “polentoni”.
Ovviamente il (finto) problema maggiore viene sollevato dai “polentoni” che credendosi più ricchi, più snob, PIÙ SUPERIORI...credono di avere il diritto di sputare sopra al Centro-Sud Italia.
Siamo TUTTI Italiani, i problemi si risolvono assieme qualunque essi siano.
Invece di scappare con questi idiozie dai problemi che ha l'Italia, proviamo un attimo a fare il punto della situazione. Il problema del Sud sono le mafie, l'omertà e i politici galoppini dei mafiosi.
Bene, allora la soluzione quale può essere? Accentramento del potere e maggior potere ai prefetti, che sotto la stretta sorveglianza dello Stato ricevono e mettono in atto gli ordini dello stesso, GUERRA alla mafia, con maggiori mezzi, uomini e il necessario per la polizia. Se necessario impiego dell'esercito, che invece di stare in guerre inutili per il petrolio, verrebbe utilizzato per l'Italia in quanto esercito italiano.
Esproprio dei terreni mafiosi e redistribuzione di tutti gli appezzamenti usati illegalmente da associazioni inutili perchè mafiose.
Debellamento della classe politica del Sud, è evidente che la colpa è anche da additare a loro (ovviamente il tutto deve partire da Roma).
Costruzione delle infrastrutture basilari e con volontà far ripartire al meglio il granaio dell'Italia!
A noi non serve razzismo tra la nostra gente, servono risoluzioni ai problemi che affligono l'Italia.
La frase categorica di oggi è: OGGI NON CI SONO PIÙ ITALIANI DI PONENTE O DI LEVANTE, DEL CONTINENTE O DELLE ISOLE: CI SONO SOLTANTO DEGLI ITALIANI.
mercoledì 16 aprile 2008
IL GIOCO DELLA CATENA E DEL LUCCHETTO...
Le elezioni sono finite da due giorni circa. Leggo su molti blog i pensieri sul perchè la sinistra sia stata sbattuta fuori dal parlamento. Non voglio dare giudizi, non voglio fare critiche a riguardo.
Voglio solo riflettere anche io...
Perchè ci si preoccupa tanto di un partito? Posso capire che abbiano raggruppato tanta gente, che siano stati anche un perno di questa repubblichetta per un po' di tempo. Ma il periodo di adesso richiede una cosa: IL BENE PER LA PATRIA!
Un partito italiano per tutto quello che possa fare, non darà mai un valore di questo genere. Questo valore può venire da un solo organo: il Popolo. Il Popolo Italiano, come tutti, ha le sue idee...pensieri, ma diversamente da tutti ha l'onore di essere INUTILE e farsi usare come un branco di pecore.
Tutto questo è dato un motivo: l'Italia aveva raggiunto un certo grado di sviluppo, e infatti una buona parte di popolazione ora si permette il computer, la televisione, la macchina, la casa spaziosa, i vestiti firmati e via dicendo. Ora, che l'Italia affonda, tutto questo ben di dio, che avevamo da un po' di tempo, fa il bel gioco dei politicanti che ci possono tenere buoni.
L'informazione è in gran parte manipolata, lo spazio alla DEMAGOGIA e agli STEREOTIPI è grande come l'intero universo...ed ecco che siamo fregati! Incatenati con le nostre stesse mani.
Adesso per uscire da questo tunnel come possiamo fare?
Beh, la risposta è semplice. Prima di tutto prendere coscienza, ma nel vero senso della parola, che così non può andare. In politica bisogna volere e pretendere il meglio e non ragionare con i meno peggio, se tutto ciò non accade non ci si mette nemmeno in politica.
Poi, cominciare a cambiare in tutto e per tutto la mentalità di consumismo. Imparare ad usare la propria testa, perchè non dobbiamo usarla?
Leggiamo libri, apprendiamo le notizie da internet, svaghiamoci guardando la tv – attenzione, lo svagarsi non è stare davanti alla tv credendo che quella sia la verità- confrontiamoci, PENSIAMO.
E alla fine ci si fa la propria idea nello stanzotto della camera in cui dormiamo :)
C'è molto, troppo da lavorare! Basta crederci.
La frase categorica di oggi è: UNICA è LA FEDE: L'AMOR DI PATRIA; UNICA è LA VOLONTÀ: FARE GRANDE IL POPOLO ITALIANO.
mercoledì 2 aprile 2008
SONO DI NUOVO SOMMERSI…
Nessuno ne ha ancora parlato, almeno io non ho ancora sentito, se non da un giornalista alla mattina su Italia 1.
Sono circa due mesi, NULLA è RISOLTO!
Napoli continua ad essere invasa, nessuno è riuscito, o meglio non ha voluto, pulire quella città. Tutta la routine che continua da anni rimane. Vigliacchi!
Lo spreco di denaro c’è stato e non cessa di esistere. I soldi non vengono usati per risolvere i problemi, ma per spartirseli. Mafiosi!
Il turismo, l’immagine di quella città e dell’Italia, la dignità, l’orgoglio…è andato tutto a puttane!
L’estate è vicina e voglio proprio vedere come faranno ad arginare il pericolo di epidemie e malattie varie.
E mentre i napoletani dovranno conviverci per chissà quanto tempo con tutti questi problemi, loro saranno da qualche parte del mondo con un drink in mano alla faccia di tutta l’Italia e di Napoli.
I treni sono ripartiti verso la Germania, circa 34milioni è il costo per mandarli la. Loro si fanno l’energia, e noi rimaniamo fanalini di coda (pure rotti!).
In tutto questo, però, c’è una cosa molto bella: QUESTO SISTEMA HA FALLITO ANCORA! E allora ripeto: il 13 e 14 Aprile nessuno deve andare a votare.
Volete ancora questi problemi? Non penso…Allora non fate i GALOPPINI e i subdoli del sistema e fate una saggia ogni tanto. Napoli è uno dei tanti esempi che questo sistema HA FALLITO! L’utopia di Prodi e compagnia è svanita, l’arroganza di Berlusconi e compagnia vige ancora. (purtroppo)
Tutto questo può svanire solo se voi userete la testa. Fino ad ora hanno voluto renderci ignoranti per giocare, la mania del gioco deve finire . Tutti in una clinica a curarsi!
N.B: Ricordo inoltre il metodo legale per sabotare le elezioni. Se volete non dare il voto a nessuno e non favorire nessun partito fate così:
1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: “Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato”
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio “Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta”)
COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU’ VOTI!
sabato 29 marzo 2008
POVERE RAGAZZINE!
Che la gioventù stia andando a scatafascio non è una novità. Lo dicono gli anziani, ma su questo non ci sarebbe nemmeno da preoccuparsi. E' palese che gli anziani siano da sempre stati moralisti nei confronti dei giovani. Ma siamo arrivati ad un punto in cui sono i fatti a parlare, non più le parole. Girovagando sul web ho scoperto un giochino, molto in voga di questi tempi, in cui la giocatrice assume i panni di una ragazza, in cerca di bellezza e amore. Ma questa non è più quella bellezza e quell'amore di cui parlava gente del calibro di Platone. Questa bellezza è data dall'ultimo accessorio alla moda, da interventi chirurgici, da diete da terzo mondo! E si deve pensare che le iscritte sono circa 200000 finora, quindi questo gioco piace.
Medici e psicologi hanno accusato apertamente questo gioco, definendolo "una palese istigazione all'anoressia". Io non penso che sia questo il problema più grave. Sicuramente questi giudizi sono stati dati da gente più competente di me in quel campo, ma per me il problema maggiore è un altro:con questo giochino, che piace, che cosa si inculca nella mente delle future donne? Avere l'ultimo vestito alla moda significa essere belle, amate, felici. Stessa cosa vale per l'essere magre.
Qui si sta capovolgendo la realtà verso l'apparenza. Si sta tentando di creare una futura classe di persone incapaci di scegliere liberamente. Stare ore ed ore davanti ad un giochino che ti mette in mente quelle cose cosa comporta? Non di certo uno sviluppo morale, etico ed intellettuale. E questo, sarà lecito domandarsi, perché? Ovviamente c'è qualcuno che ci guadagna, eccome se ci guadagna! Infatti nel gioco è possibile comprare denaro virtuale, da spendere in accessori ed interventi chirurgici!
Siamo sempre al solito: il denaro ha corrotto la dignità dei creatori di questo gioco. Il denaro oramai corrompe tutto(forse però è sempre stato cosi), tutto a discapito di coloro che conservano anche un minimo di valori e dignità.
E noi che possiamo fare? Boicottare ed informare la gente tentando di smuoverla verso un ritorno alla moralità.
Per questo invito tutti i lettori a dire la loro in merito e, magari, a diffondere il più possibile la consapevolezza di quello che rischiano di diventare le nostre future donne.
N.B: non ho scritto il link del sito del giochino per non fargli pubblicità. Vi assicuro che esiste, basta che facciate qualche ricerca su google per vedere che quel che dico è, purtroppo, vero.
N.N.B: Ricordo inoltre il metodo legale per sabotare le elezioni. Se volete non dare il voto a nessuno e non favorire nessun partito fate così:
1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: “Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato”
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio “Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta”)
COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU’ VOTI!
giovedì 27 marzo 2008
METODO LEGALE PER SABOTARE LE ELEZIONI!
Girovagando per i blog dei meetup di Grillo ho letto che chi si farà annullare la scheda oppure la lascerà bianca, favorirà il partito, o coalizione, con la maggioranza dei voti guadagnati.
Ecco, allora, come si deve fare per andare a votare e non dare la preferenza a nessuno!
Testo tratto dal meetup in cui ho letto questa notizia:
Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.
Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.
ESISTE UN’ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!
Di seguito i riferimenti legali.
Tutto si basa su un uso “puntiglioso” della legge:
Testo Unico delle Leggi Elettorali
D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5
5) Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o
di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
Illustro nei dettagli il sistema da usare:
1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: “Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato”
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio “Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta”)
COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU’ VOTI!
Tutta questa faccenda è da far girare ovunque, dopo 60 anni di nullafacenza i nostri politici hanno pensato di legarci le mani anche sul voto. E poi c’è ancora qualcuno che pensa che il voto, in questa finta democrazia, sia espressione di piccola libertà che ci hanno lasciato…
Ultimo consiglio, se non vi va di fare tutta quella trafila, allora andate a fare un giretto con la vostra famiglia, o amici, e divertitevi!
giovedì 13 marzo 2008
PARLATE SOLO DELLE STESSE COSE!
Manca circa un mese alle elezioni, tutto lo spazio è per loro: I PARTITI POLITICI!
Mosse, compromessi, accordi sotto banconi da officina (o anche del parlamento), presentazioni di programmi bislacchi e inutili, chiusura delle liste, strappati programmi dei partiti altrui (che vergogna!), sondaggi su sondaggi, salotti politici, paroloni al vento, comizi, giretti per l’Italia in pullman…tutto documentato perfettamente nella rete, in tv, sui giornali e ovunque possano trovare spiazzo i loro faccioni da circo.
Allora mi viene spontanea un’esclamazione: basta!
Mi potrete pure dare del qualunquista, ma quella gente ci ha ROVINATO e non merita il nostro rispetto. La mentalità è sballata, non si capisce che l’interesse deve essere quello del cittadino non quello del partito. I partiti sono venuti in casa nostra come se fossero i nostri genitori, comandano tutto. Se vuoi una cosa da chi vai? Da un partito, le persone che comandano saranno ben liete di darti quel che vuoi.
Questa mentalità non fa per me! Vedo nella gente la stanchezza, ma non c’è la voglia di svoltare pagina. Gran parte della gente è costretta a fare i conti alla fine del mese, però il 13 e 14 Aprile saranno tutti davanti alle urne contente. File di persone con la scheda elettorale pronte a dare il proprio voto ad un burlone che gli promette un qualcosa di innovativo e che mai si realizzerà. Allora cosa succede? Si ritorna sempre al punto di disperazione. Quello che però gli italiani non capiscono è una cosa: bisogna darsi una svegliata! Non si tratta più di votare il male peggiore, hanno dimostrato tutti cosa sanno fare.
Gente, lettori, pensate tanto a quel che farete quei due giorni, non fatevi infinocchiare da loro. Il vostro voto è sacro e non può essere sprecato in queste votazioni senza senso.
Pensate al vostro futuro che forse non ci sarà nemmeno, ma soprattutto PENSATE CON LA VOSTRA TESTA!
venerdì 7 marzo 2008
INTEGRIAMOLI, MA NON ALL’AMERICANA!
Sono sempre stato contro all’integrazione. L’integrazione la vedevo come un male, fare entrare degli sconosciuti sul territorio in cui vivo. Questi sconosciuti poi, non avendo soldi, lavoro e mezzi per sopravvivere, si metteno, per forza di cosa, a rubare o in generale a compiere atti criminosi. Credo, che tuttavia, bisogna porsi delle domande per riflettere e verificare se la propria idea può essere davvero sostenuta in tutto e per tutto.
Il mio primo ragionamento che mi ha indotto a ricredermi su questo argomento è principalmente il fatto che viviamo in una società distrutta dai brutti vizi dei politici, dalla mentalità consumista che va piano piano a distribuirsi nelle menti della gente, dalla stanchezza del non arrivare a fine mese e dover mantenere in piedi una famiglia – potrei dilungarmi ancora per molto, ma preferisco smettere – tutti questi fattori determinano una società che non va avanti. Allora mi piacerebbe sapere come si fa ad avere un’integrazione in un volgo come questo. La mia idea di integrazione è questa: scambio di idee e confronto democratico fra le due popolazioni. Dovrebbe essere un continuo aiutarsi, tutti i cittadini sono ritenuti uguali senza guardare il colore di pelle o l’accento errato della lingua italiana.
Tutto questo sarebbe bello, anche se credo che ogni paese debba detenere il proprio nome e andarne fiero, ma lo reputo alquanto utopico. Basti guardare gli Stati Uniti, il quale è si un grande miscuglio di razze, culture, usi e costumi, ma è anche uno stato con tanto razzismo. I neri vivono in ghetti dove la vita te la fai spacciando, o finendo morto sotto il fuoco di qualche “banda” la quale non sa cosa fare il giorno e realizza questi atti indegni. Poi dall’altra parte del quartiere vedi dei mega villoni dove ci alloggiano persone che con il denaro non sanno cosa farsene. Questo concetto non mi sembra un’integrazione. Gli USA sono un grande stato grazie agli affari con armi, la vittoria delle più grandi guerre accadute sulla faccia di questo pianeta e, devo ammetterlo, grazie alla loro furbizia di svilupparsi. Le multinazionali sono i loro punti-forza, che però sono un po’ carenti sul piano dei diritti umani. Mi ricordo un fatto che coinvolse la Nike, produttrice di scarpe, la quale venne coinvolta in un caso di sfruttamento delle persone umane. Oppure in Colombia la Coca Cola fa morire gente di sete per avere l’acqua nelle proprie fabbriche.
Non voglio sprofondare troppo nel monotono, ma se non si portano verità agli occhi della gente, essa non potrà mai capire in realtà i fatti reali delle cose.
Tutti questi esempi mi sono serviti per far capire quanto l’integrazione sia un’immaginazione e così solo resterà, finchè la mentalità umana non cambierà radicalmente. C’è sempre qualcuno pronto a fare il più furbo dell’altro e a fregare tutto il sodalizio di chi lo circonda.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
mercoledì 5 marzo 2008
NON IMPARIAMO UN BEL NIENTE!
Che la scuola italiana sia costantemente al centro di polemiche non è certo una novità. Dai casi di bullismo, alle continue riforme del primo ministro dell'istruzione che capita, fino ad arrivare ai dubbi di ogni studente sulla vera validità di quel che impariamo a scuola. Ed è proprio su questo punto che vorrei soffermarmi. Oramai frequento la scuola da molti anni e ritengo di poter esprimere un parere personale completo su quel che non funziona nel nostro sistema scolastico in questo campo.
Cominciando a ragionare infatti sin dalle basi di ogni sistema scolastico, i programmi formativi ministeriali, si capisce che il nostro sistema è marcio dalla radice, poiché presenta programmi ministeriali inadeguati. Io ritengo -ma questa è solo un'opinione personale- che i nostri programmi siano stracolmi, specialmente quelli delle scuole superiori, di un nozionismo del tutto inutile. Ripenso a quante volte abbia dovuto studiare(senza che nessuno mi abbia insegnato come si fa, ma di questo bisognerebbe fare un post a parte) una marea di informazioni per l'interrogazione del giorno dopo, e che le stesse siano cadute nell'oblio entro qualche mese al massimo. Alla luce di ciò, che penso sia condiviso da molti altri studenti, mi sono più volte interrogato sia se sono io che pecco o di un metodo di studio inadeguato o di un'intelligenza ridotta, sia se invece sono i programmi ad essere esageratamente gonfi di nozionismo, sia se è invece errato il metodo con cui ci vengono insegnate le materie. La prima la scarterei a priori, non perché mi ritenga un genio, ma per il semplice motivo che non ho mai avuto problemi a scuola, quindi la mia condotta è sicuramente positiva per lo stato. Prenderei invece in esame le seconde due ipotesi. Credo che tante volte gli argomenti studiati possano essere veramente privati di tante parti, difficili da ricordare e che non siano minimamente influenti alla crescita intellettuale dello studente. Faccio un esempio, che forse vale più di mille spiegazioni. Studiando scienze mi sono accorto tante volte di dover ricordare nomi mai sentiti prima, e che avrei di certo dimenticato qualche settimana dopo, dato il loro disuso e la loro complessità. Quindi che vera opportunità di crescita intellettuale mi hanno dato?Nessuna! Parallelamente a ciò ripenso a quanto poco si faccia per istruire i ragazzi, sempre per quel che riguarda la materia "scienze", ai grandi problemi della natura(inquinamento, per esempio),e soprattutto che non si pronunci parola e non si promuovano iniziative che sensisbilizzino gli studenti ad un comportamento responsabile nei confronti della società e del mondo in ambito scientifico. Per esempio, rimanendo sempre in tema ad un problema che mi sta a cuore, perché non si insiste adeguatament(qualcosa si fa, ma molto poco) ad istruire sin da subito gli studenti alla raccolta differenziata? Io sono alle superiori, e di ciò non ne ho mai sentito parlare all'interno di una struttura scolastica. C'è da precisare, per correttezza, che c'è anche chi la fa. Per esempio la maggior parte delle scuole di qualche provincia italiana ha promosso iniziative a favore della raccolta differenziata. Ma questi rimangono ancora purtroppo casi isolati in Italia, da cui bisognerebbe prendere ispirazione.
Per arrivare al dunque, invito tutti coloro che leggeranno questo post a pensare e a dire la loro su un sistema scolastico come il nostro, ricco di nozioni futili, povero di insegnamenti che fanno crescere l'individuo intellettualmente. Nel futuro vorremmo vedere una società di uomini ferrati nel sparare nozioni a vanvera o uomini capaci di ragionare e di essere cittadini esemplari?
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
giovedì 28 febbraio 2008
AVETE VOGLIA DI SCAPPARE?
Riporto qui di seguito non il solito post politico, non un post informativo, ma un post nato da una riflessione. Spero che vi induca a riflettere anche a voi.
Non avete mai avuto voglia di andarvene dal luogo in cui state? Vi siete mai sentiti a disagio, un pesce fuor d’acqua?
Se tutto questo lo avete provato, allora avrete anche capito quanto la vita è struggente quando ti impone alcune cose.
Non sei libero di fare quel che vuoi, sei bloccato e devi startene in silenzio con quella fiamma dentro che brucia tutto.
“Vuoi evadere? Ti piacerebbe, ma non puoi.” Sei imprigionato in questa vita e cambiarla drasticamente è un’impresa. Poca gente ti capisce, le situazione le devi affrontare da solo. Con il tuo cervello e il tuo corpo venirne fuori.
Tutti i pensieri ti distruggono l’anima, sei costretto a restare nella vita reale mentre con la testa sei altrove. Non chiedi molto, solo cambiare vita. Che male c’è?
Mancano i soldi, non troverai lavoro, non troverai casa, tutto gira attorno al denaro. Il dio denaro è tutto, se non hai quello rimani nel disagio più totale. I tuoi sogni rimangono immagini sfuocate, le vedi nel tuo cervello, ma non si realizzeranno. La vita non è come te la crei, altrimenti sarebbe tutto bello. Vi immaginate un mondo nel quale tutti realizzano almeno un proprio sogno? No, sarebbe troppo comodo.
Spero di non esservi stato di troppo, con questo scritto ho voluto solo esprimere un disagio di molte persone.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.












